Fotografare per farsi leggere

Perché una foto che a te sembra nitida può risultare illeggibile, e cosa cambia davvero il risultato.

Il malinteso di partenza

Quando guardi una foto sfocata di un documento, il tuo cervello ricostruisce le parole usando il contesto: sa che dopo "Via" viene un nome, riconosce la forma complessiva di una parola anche se le lettere sono impastate. Un motore di riconoscimento non ha questo aiuto. Misura la forma di ogni singolo carattere e la confronta con quelle che conosce.

Lo stesso vale, in modo ancora più netto, per i codici a barre: il decodificatore non "vede" il codice, misura la larghezza di ogni barra e di ogni spazio e ne calcola i rapporti. Se due barre sottili si fondono in una, la sequenza è persa e non esiste elaborazione che possa ricostruirla.

1. Riempi l'inquadratura con quello che ti serve

È il fattore che pesa più di tutti gli altri messi insieme. Un testo che occupa un quarto dell'immagine ha un quarto dei pixel a disposizione, e sotto una certa dimensione le lettere non hanno abbastanza punti per essere distinte.

Avvicinati finché la riga che ti interessa attraversa quasi tutta la larghezza dello schermo. Se devi leggere un solo codice in fondo a uno scontrino lungo, inquadra quel codice, non l'intero scontrino.

Dopo lo scatto, Inquadra ti fa spostare i quattro angoli della selezione sul testo. Usali: restringere la zona prima della lettura è il modo più rapido per migliorare il risultato, e raddrizza anche le foto scattate in obliquo.

2. Luce diffusa, mai il flash

La carta stampata riflette. Il flash frontale crea un alone chiaro al centro dell'immagine che cancella il testo proprio dove di solito si trova. Anche una lampada puntata di lato produce una zona bruciata e una in ombra: il riconoscimento funziona bene sulla prima e fallisce sulla seconda.

La condizione migliore è una luce ambientale uniforme — una finestra, un soffitto illuminato. Attenzione alla tua stessa ombra: fotografando dall'alto con il telefono fra la luce e il foglio, sei tu a fare ombra sul documento.

3. Appoggia il foglio, tienilo piatto

Uno scontrino curvato dalla stampa termica o un documento tenuto in mano deformano le righe di testo. I caratteri risultano inclinati e di altezza variabile lungo la stessa riga, e le barre di un codice si comprimono da un lato.

Appoggia il documento su un tavolo e tieni il telefono parallelo al piano. Se la carta tende ad arrotolarsi, bloccala con due dita ai lati fuori dall'area da leggere.

4. Non fotografare uno schermo

È il caso che fallisce più spesso, e vale la pena spiegarne il motivo. Uno schermo non disegna immagini continue: le compone con una griglia di pixel. Quando la fotografi, quella griglia si sovrappone alla griglia del sensore della fotocamera e nasce un disturbo a onde chiamato moiré.

Sul testo il moiré confonde i contorni delle lettere. Su un codice a barre fa di peggio: altera le larghezze apparenti delle barre, che è esattamente l'informazione su cui si basa la decodifica. Un codice che a occhio si vede benissimo può risultare matematicamente illeggibile.

Se il contenuto è già sullo schermo del computer, non fotografarlo: cattura uno screenshot (su Windows Win+Maiusc+S) e portalo in Inquadra con il pulsante Incolla o trascinandolo nella pagina. Sono i pixel esatti, senza alcun passaggio ottico di mezzo.

Quando il codice proprio non esce

Prima di rifare la foto, prova a toccare direttamente il codice sull'immagine: la ricerca automatica esamina tutta la fotografia, mentre il tocco analizza solo la zona attorno al punto e ha più margine sui codici piccoli.

Se un'immagine contiene sia un QR sia un codice a barre, capita che venga proposto il QR — è più facile da individuare, perché ha gli indicatori quadrati agli angoli e una correzione d'errore che il codice lineare non ha. Anche in questo caso, tocca il codice che ti interessa.

I pulsanti Ruota, Specchia e Capovolgi servono ai casi limite: un documento fotografato al contrario, o l'immagine di un codice riflessa in uno specchio o in una vetrina.

Sul riconoscimento del testo

L'OCR di Inquadra funziona nel browser, senza inviare nulla a un server. È un buon compromesso per la riservatezza, ma comporta un limite di cui vale la pena essere consapevoli: su testo stampato nitido e ben inquadrato è affidabile, mentre su scrittura a mano, caratteri molto piccoli o fotografie difficili sbaglia più di quanto farebbe un servizio in rete.

Dopo la lettura il testo resta modificabile, e i pulsanti Una riga, MAIUSC e Cifre ripuliscono i casi più comuni: righe spezzate da riunire, codici da uniformare, numeri da isolare da tutto il resto.

Privacy · Cookie