Quale codice usare

Cosa distingue un tipo dall'altro, e come scegliere senza andare a tentativi.

Lineari e bidimensionali

I codici a barre lineari — quelli fatti di barre verticali — contengono l'informazione nella larghezza delle barre e degli spazi. Si leggono con una singola passata, anche con un lettore laser da banco, ma stanno stretti: oltre una ventina di caratteri diventano lunghissimi.

I codici bidimensionali distribuiscono l'informazione su due dimensioni e ne contengono molta di più nello stesso spazio. Richiedono però una fotocamera: un lettore laser non li vede.

Codici lineari

Code 128

Lettere, cifre e simboli (tutto l'ASCII)

Il codice lineare più usato oggi. Comprime le cifre due per volta, quindi su contenuti numerici resta compatto nonostante accetti qualunque carattere.

Quando usarlo — La scelta predefinita per etichette, magazzino, spedizioni, numeri di ticket e codici interni.

Code 39

A–Z maiuscole, cifre e i simboli - . $ / + % spazio

Più vecchio e più ingombrante: a parità di contenuto occupa circa il doppio del Code 128. Non accetta minuscole né lettere accentate.

Quando usarlo — Solo se un lettore o un gestionale datato lo richiede espressamente. Altrimenti Code 128 è meglio sotto ogni aspetto.

EAN-13

Esattamente 12 o 13 cifre

Il codice dei prodotti in vendita al pubblico. L'ultima cifra è di controllo e viene calcolata dalle altre: se manca, la calcola il generatore.

Quando usarlo — Per articoli destinati alla vendita al dettaglio, e solo con un codice assegnato: gli EAN non si inventano.

Codici bidimensionali

QR Code

Testo, indirizzi web, Wi-Fi, contatti — fino a qualche migliaio di caratteri

I tre quadrati agli angoli permettono la lettura da qualsiasi orientamento, e la correzione d'errore lo rende leggibile anche se una parte è rovinata o coperta.

Quando usarlo — Ovunque lo debba inquadrare una persona con il telefono: manifesti, menù, biglietti da visita, collegamento al Wi-Fi.

Data Matrix

Testo e cifre, con ottima densità

A parità di contenuto occupa meno spazio del QR e resta leggibile anche stampato molto piccolo o inciso su metallo.

Quando usarlo — Marcatura di componenti minuti, elettronica, strumenti chirurgici, farmaci. Poco adatto alla scansione con il telefono da parte del pubblico.

PDF417

Grandi quantità di dati, anche qualche migliaio di byte

Rettangolare e allungato, fatto di righe sovrapposte. Contiene i dati veri e propri, non un rimando a un archivio esterno.

Quando usarlo — Documenti di identità, carte d'imbarco, tessere. Raro in ambito commerciale.

Come scegliere, in pratica

Se il codice lo inquadrerà una persona con il telefono, scegli QR: è quello che tutti sanno riconoscere e che ogni fotocamera legge senza applicazioni aggiuntive.

Se lo leggerà un lettore da banco o una pistola in magazzino, scegli Code 128, a meno che il sistema non pretenda altro.

Se stai riproducendo un codice che esisteva già, usa lo stesso tipo dell'originale. Dopo una lettura, Inquadra propone "Modifica e rigenera" proprio con il tipo appena riconosciuto.

Il margine bianco non è decorazione

Ogni codice a barre richiede una fascia vuota a destra e a sinistra, chiamata zona di rispetto. Serve al lettore per capire dove comincia e dove finisce il codice: senza quel bianco, spesso non legge affatto. Per il Code 128 la misura minima è dieci volte la larghezza della barra più sottile.

Quando stampi o ritagli un'etichetta, non tagliare mai vicino alle barre: lascia almeno mezzo centimetro di bianco su entrambi i lati. Vale anche per i codici che incolli dentro un documento.

Dimensione di stampa

Un codice rimpicciolito per farlo entrare in uno spazio ristretto smette di essere leggibile: se la barra più sottile scende sotto i tre decimi di millimetro, molti lettori non ce la fanno. Meglio un codice più corto — magari abbreviando il contenuto — che uno lungo stampato in miniatura.

Stampa sempre a dimensione reale, senza adattamenti automatici alla pagina: il ridimensionamento della stampante può falsare i rapporti fra le barre.

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