Un QR non contiene solo testo: può collegare al Wi-Fi, aprire una chat o salvare un contatto.
Dentro un QR c'è sempre e solo testo. La differenza la fa il formato di quel testo: esistono convenzioni riconosciute dai telefoni, e quando il contenuto le rispetta il sistema non mostra una stringa ma propone l'azione corrispondente — connettersi a una rete, salvare un numero, aprire una chat.
Nella schermata Genera il pulsante "A cosa serve" compila questi formati al posto tuo: scegli lo scopo, riempi i campi e il testo viene costruito con la sintassi giusta. Qui sotto trovi cosa succede dietro, utile quando qualcosa non funziona come previsto.
Chi inquadra il codice si collega alla rete senza digitare la password. È il caso d'uso più utile in assoluto per un'attività aperta al pubblico.
Servono il nome della rete, il tipo di sicurezza (quasi sempre WPA) e la password. Se la rete è nascosta va segnalato, altrimenti il telefono non la trova.
Apre la chat con un numero preciso, con un messaggio già scritto e pronto da inviare. Toglie all'utente il passaggio più noioso: comporre il numero e spiegare chi è.
Il numero va in formato internazionale, senza il segno più e senza lo zero iniziale — per l'Italia il prefisso 39 seguito dal numero. Inquadra fa questa conversione da solo: puoi scriverlo come preferisci.
Lasciando vuoto il campo numero ottieni un codice che apre WhatsApp e lascia scegliere il destinatario. Serve quando vuoi che il messaggio venga inoltrato a qualcun altro, non a te.
Funziona come WhatsApp, con una differenza da conoscere: il messaggio precompilato viene accettato solo indicando il nome utente (nella forma @nomeutente). Con il numero di telefono il collegamento apre la chat, ma il testo preparato viene ignorato. È un limite di Telegram, non aggirabile.
Il QR contatto contiene una scheda completa — nome, azienda, telefono, email, sito — e il telefono propone di salvarla in rubrica con un tocco. È l'uso classico sul biglietto da visita.
Le versioni ridotte contengono solo un numero, da chiamare direttamente, o un indirizzo email con oggetto e testo già impostati.
Il caso più semplice, con due accortezze. Scrivi sempre l'indirizzo completo di https://: senza, alcuni telefoni lo trattano come testo normale invece che come collegamento.
E tieni l'indirizzo corto. La quantità di dati determina quanti quadratini compongono il codice: un indirizzo lungo produce un QR fitto, che stampato in piccolo diventa difficile da leggere.
Il QR posizione contiene delle coordinate e apre l'app mappe sul punto. Il QR evento contiene titolo, data e luogo, e propone l'aggiunta al calendario.
È la raccomandazione che vale più di tutte le altre. Genera il codice, salvalo, e inquadralo con un telefono diverso dal tuo prima di mandarlo in stampa. Un errore in un numero o in una password si scopre in dieci secondi adesso, oppure dopo aver stampato cinquecento volantini.
Verifica anche a dimensione reale: un QR che funziona a schermo può non funzionare stampato a due centimetri di lato.